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Ierapoli
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mwewIerapoli (anche mwfaGerapoli, in nome greco antico Hierapolis: Ἱεράπολις, lett. "Città santa"cite-ref-1[1]) era una città mwgqellenistico-mwggromana della mwgwFrigia, nel sud-ovest dell'Anatolia, in Turchia. Era costruita sul sito di un centro di culto frigio della dea madre anatolica mwhaCibele,cite-ref-bruce1984-2-0[2]cite-ref-3[3] ed era famosa per le sue sorgenti termali, i suoi tessuti di lana e tinture di lana di alta qualità e per aver dato i natali al filosofo stoico mwjqEpitteto.

Dominava la valle del fiume Lico sulla strada che collegava l'mwkaAnatolia al mwkqmar Mediterraneo. Le rovine si trovano nell'odierna località di mwkgPamukkale ("Castello di cotone"), situata nella mwkwprovincia di Denizli, in mwlaTurchia. Ierapoli di Frigia non è da confondersi con mwlqIerapoli Bambice, in mwlgSiria, o con mwlwIerapoli Castabala, in mwmaCilicia.

Ierapoli di Frigia è uno dei siti archeologici e naturalistici più frequentati del Mediterraneo, con circa 1,5 milioni di visitatori all'anno.cite-ref-4[4] Le maggiori attrazioni sono rappresentate dalle concrezioni calcaree, dalle calde acque termali che sgorgano in mezzo alle rovine, e dal patrimonio architettonico della città antica: un mwngteatro romano molto ben conservato, una vasta mwnwnecropoli e il mwoamwoqmartyrion dell'mwogapostolo Filippo, il cui complesso occupa per intero la collina che sovrasta la città.

Nel 1998 Hierapolis è stata aggiunta come mwpapatrimonio dell'umanità dell'mwpqUNESCO. Nel sito archeologico opera dal mwpg1957 la "Missione Archeologica Italiana di Hierapolis di Frigia" (MAIER)cite-ref-5[5]

Contents

Storia
Note

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Storia

Importante città ellenistico-romana della Frigia, Ierapoli dominava la valle del fiume Lykos, lungo un percorso che univa l'Anatolia interna al Mediterraneo.

Le recenti attività di scavo hanno permesso di riconoscere l'impianto urbano di Ierapoli, riferibile probabilmente all'età ellenistica, con un asse principale nord-sud, la grande mwrwplateia (strada principale), lungo la quale si sviluppa un reticolo stradale ortogonale che divide la città in isolati regolari, piuttosto allungati. All´interno di questo impianto si disponevano gli edifici pubblici e le case. Nella parte nord della città, lungo la strada che portava verso Tripoli, cominciarono a formarsi, tra il II e il I secolo a.C., i primi nuclei della necropoli, che si svilupperà in età imperiale, con tombe a fossa ed edifici funerari.

L'assetto monumentale della città meglio riconoscibile è quello che si creò dopo il rovinoso terremoto del mwsq60 d.C., tra la fine del I ed il III secolo. È a questo periodo, infatti, che si può far risalire la costruzione o la trasformazione di molti monumenti quali l'agorà commerciale, la mwsgporta di Frontino, due grandi ninfei pubblici, i due mwswteatri e gli edifici di culto: il Ploutonion e il Santuario di Apollo. La crescita della città subì un brusco arresto nel corso del mwtaIV secolo a causa di un violento terremoto che distrusse estese aree come quella dell'agorà commerciale.

Con la costruzione delle mura di fortificazione mwtgbizantine, alla fine del IV secolo, la parte nord della città, compresa l'agorà commerciale, fu esclusa dal perimetro urbano ed utilizzata come cava di mwtwmateriale da costruzione da utilizzare nel mwuareimpiego. Ierapoli diviene in questa fase un importante centro della cristianità e lungo l'asse viario principale furono costruite una chiesa extraurbana (Terme-chiesa), la cattedrale con il battistero, la basilica a pilastri e, sulla collina orientale, il mwuqmartyrion di San Filippo apostolo.cite-ref-6[6]

Alla fine del mwvwVI secolo, un altro terremoto provocò il crollo della maggior parte degli edifici ierapolitani, comprese le mura bizantine. Nel periodo successivo la città si trasformò progressivamente in una agro-town.

Successivamente nel XIII secolo la città passo in mano ai turchi Selgiuchidi, che costruirono un castello sul lato occidentale della città ormai in rovina.

Scoperte dalla seconda metà del XX secolo

Dal 1957, ad opera del Prof. Paolo Verzone, del mwxaPolitecnico di Torino, sono stati ingaggiati scavi archeologici su tutta la vasta area dove erano già visibili emergenze. Nei primi trent'anni di scavi furono individuati tutti i più importanti punti nevralgici dell'antica città: il perimetro delle mura e la monumentale Porta di Frontino; le terme; il teatro; il tempio di Apollo con l'accesso al Plutonion,cite-ref-7[7] ovvero una grotta, da cui escono velenosissimi vapori sulfurei, che gli antichi consideravano l'ingresso degli Inferi, dimora del dio Plutone; le terme; l'area dell'agorà; alcune chiese fra le quali il martyrion di San Filippo. Con la scomparsa del Prof. Paolo Verzone, la missione archeologica è stata guidata fino alle soglie del nuovo millennio dalla Prof.ssa Daria Ferrero De Bernardi,cite-ref-8[8] sempre del Politecnico di Torino, sotto la cui direzione hanno visto il restauro tutti i monumenti già individuati, compresa l'estesissima necropoli, in cui operò la Prof.ssa Donatelle Ronchetta, del medesimo ateneo.cite-ref-9[9]

Gli scavi del sito di Ierapoli successivi al 2010 hanno portato ad alcune importanti scoperte, riportate anche dai mass media.

La tomba dell'apostolo Filippo

Un sigillo in bronzo del VI secolo conservato al mwbaMuseo di belle arti della Virginia di mwbqRichmond rappresenta l'mwbgapostolo Filippo e il suo mwbwMartyrion, ma anche una chiesa totalmente sconosciuta sino al 2011 e delle scalinate che salgono la collina. Gli scavi hanno successivamente condotto alla scoperta di scalinate processionali nei pressi del mwcaMartyrion, una chiesa scomparsa nel V secolo e al centro della chiesa una tomba a sacello di epoca romana. Nei pressi fontane, vasche termali e alloggi per i pellegrini.

Note

cite-note-11. mwdwCharles-Louis Richard e Jean Joseph Giraud, mweamweqBiblioteca sacra ovvero Dizionario universale delle scienze ecclesiastiche, IX, Milano, Ed. Ranieri Fanfani, 1834, p.mweg 320.
cite-note-bruce1984-22. mwfg(mwfwmwgaEN) F. F. Bruce, mwgqmwggThe Epistles to the Colossians, to Philemon, and to the Ephesians, Wm. B. Eerdmans Publishing, 1984, pp.mwgw 6-7, mwhaISBNmwhq 978-1-4674-2318-2.
cite-note-33. mwig(mwiwmwjaEN) Francesco D’Andria, mwjqmwjgThe Cult of Cybele in Hierapolis of Phrygia, in mwjwPhrygia in Antiquity: From the Bronze Age to the Byzantine Period, Peeters, 2019, p.mwka 494.
cite-note-44. mwla(mwlqmwlgEN) mwlwmwmaOne million visitors or more, in mwmqUNESCO World Heritage Travellers.
cite-note-55. mwnqmwngmwnwMissione italiana a Hierapolis di Frigia (Turchia). Lingua, cultura, creatività nel mondo, su mwoaitaliana.esteri.it.
cite-note-66. mwpamwpqmwpgMartyrion di San Filippo, su mwpwareeweb.polito.it. mwqaURL consultato il 22 febbraio 2023.
cite-note-77. mwramwrqDaria Ferrero De Bernardi (a cura di), Hierapolis di Frigia 1957 - 1987. Milano, Fabbri Editore, 1988. pag 77.
cite-note-88. mwsqmwsgmwswIERAPOLI di Frigia in "Enciclopedia Italiana", su mwtatreccani.it. mwtqURL consultato il 1º marzo 2021.
cite-note-99. mwuqmwugmwuwDa Torino all' Asia Minore: l'archeologa Donatella Ronchetta racconta oltre quarant' anni di scavi e di scoperte nella città ellenistico-romana - la Repubblica.it, su mwvaArchivio - la Repubblica.it. mwvqURL consultato il 1º marzo 2021.

Bibliografia

• Daria Ferrero De Bernardi (a cura di), mwwqHierapolis di Frigia 1957 - 1987. Milano, Fabbri Editore, 1988.
• Pierre Gros, mwxaLe province orientali. Realtà e ideologia dell'urbanistica romana, in Pierre Gros, mwxqMario Torelli, mwxgStoria dell'urbanistica. Il mondo romano, Nuova ed., Roma-Bari, mwxwLaterza, 2007, pp.mwya 450–452, ISBN 978-88-420-8044-2
• Tullia Ritti, mwywHierapolis: scavi e ricerche I. Fonti letterarie ed epigrafiche, Roma, Giorgio Bretschneider, Collana Archaeologica 53, 1985, ISBN 8876890920
• Francesco D'Andria, Tullia Ritti, mwzgHierapolis: scavi e ricerche II. Le sculture del teatro. I rilievi con i cicli di Apollo e Artemide, Roma, Giorgio Bretschneider, Collana Archaeologica 54, 1985, ISBN 8876890866.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ierapoli

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su pamukkale.gov.tr.
• citereftreccani-itHierapolis di Frigia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italiana-1992Daria De Bernardi Ferrero, IERAPOLI di Frigia, in Enciclopedia Italiana, V Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1992.
• citerefenciclopedia-italiana-1933Pietro Romanelli, IERAPOLI di Frigia, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.
• citerefsapere-itIeràpoli, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Hierapolis, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefjewish-encyclopedia(EN) Ierapoli, in Jewish Encyclopedia, Funk and Wagnalls.
• mw2gMissione Archeologica Italiana a Hierapolis di Frigia, su hierapolis.unisalento.it. URL consultato il 17 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2019).
• mw3aBrochure sulle attività della Missione Archeologica Italiana, su hierapolis.unisalento.it. URL consultato il 17 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2013).